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Giardini di Orazio - Castello di Mandela
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Giardini di Orazio - Castello di Mandela

Mandela, Roma

Accessibile ai disabili
Adatto a famiglie
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Parcheggio
Parzialmente accessibile ai disabili
Pernottamento
Giardino storico
In Nome della Rosa
Rosa Grandi Giardini Italiani
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© Giardino di Orazio-Castello di Mandela, ©Archivio Grandi Giardini Italiani

Orari di apertura

Stagione 2020
Da giugno a fine ottobre: visita guidata per gruppi (min.15 persone) su prenotazione.
I giorni di apertura possono cambiare a seconda degli eventi tenuti in castello. Sono previste aperture, normalmente ogni seconda domenica del mese, in occasione della Santa Messa delle ore 11.00 presso la cappella del castello San Vincenzo Ferrer (verificare con la parrocchia di San Nicola di Mandela se la Messa si celebra a San Vincenzo).

Progetto scuole: su richiesta, la visita guidata può comprendere anche il percorso naturalistico nel paesaggio descritto dal poeta Orazio e da Lord Byron. Possibilità di fare il picnic nel parco.

Contattare per la visita gli Scout al numero 334 9514121.

Ingresso

Bosco romantico (visita
guidata di 1 ora)
Adulti: € 10
Ragazzi: € 6

Come arrivare
In auto
Da Roma: prendere l'autostrada A24 direzione Pescara e uscire a Vicovaro-Mandela. Proseguire per Mandela.
Da fuori Roma: prendere la bretella autostradale ed uscire direttamente sulla A24, evitando il raccordo anulare (G.R.A).

In treno
Dalle stazioni di Roma Termini o di Roma Tiburtina (dove arrivano treni o pullman dagli aeroporti) prendere i treni della Linea Roma-Pescara, (anche in direzione Avezzano), fermata alla stazione “Mandela – Valle dell'Aniene – Sambuci” (dopo Tivoli).
Informazioni su Trenitalia.

Metropolitana + bus
Fermata Linea B Ponte Mammolo prendere il Cotral direzione Subiaco o per Mandela, con fermata Mandela Scalo.
Informazioni su Cotral Spa.

NB. Per tutti i trasporti pubblici. Tutti i mezzi si fermano a Mandela scalo da dove parte la circolare per Mandela paese (3 minuti), che si ferma accanto ai giardini (largo Pullara), tutti i giorni eccetto la domenica.
La moda del giardino paesaggistico nacque in Inghilterra, ispirata dai pittori paesaggisti francesi Lorrain e Poussin, che dipingevano i colori e la dolcezza della campagna romana ispirati dalla poesia di Virgilio e Orazio. Nel seicento la famiglia Spagnola e Portoghese Nunez-Sanchez piantò un giardino pensile al quarto livello della fortezza, ispirato ai giardini arabi, con un impianto di raccolta delle acque tutt'ora funzionante, con rose e alberelli di melograno in onore del Re di Spagna, e con un meraviglioso belvedere al di sopra dei paesaggi dove Orazio aveva la sua campagna. Nel settecento questo paesaggio contornato dalle montagne fu ritenuto il paesaggio ideale secondo natura dal pittore tedesco Jakob Phillip Hackert (1737-1806), mentre i paesaggi dei vedutisti seicenteschi erano spesso inventati su modello della campagna romana. Hackert divenne pittore di corte al Regno di Napoli, e fu molto probabilmente la vera eminenza grigia dietro il giardino all'Inglese della Reggia di Caserta.
Nell'ottocento il paesaggio di Mandela venne bordato di alberi di alto fusto per creare un parco all'inglese, inglobando oltre ai campi e ai prati, anche le rovine e la natura selvaggia che sovrasta i due fiumi che passano nella proprietà. Lo vollero Alessandro del Gallo, della famiglia attuale, e sua moglie Giulia Bonaparte, per creare un luogo ameno per il salotto letterario di Giulia, per immortalare la vista ideale ed in memoria di uno dei più bei parchi paesaggistici degli Stati Uniti, a Point Breeze, Philadelphia, che il nonno di Giulia aveva piantato al suo arrivo sulla West Coast nel 1817. Il nonno di Giulia era Giuseppe Bonaparte, ex Re di Spagna, e fratello di
Napoleone. La giovane coppia piantò anche un bosco romantico con viali e slarghi per le passeggiate estive ispirato al disegno che Corot aveva eseguito trent'anni prima “Les Jardins d'Horace”. Il bosco doveva condurre all'effetto sorpresa alla fine del percorso, dove tutto ad un tratto si rivelava il paesaggio in discesa con le montagne che gli fanno da quinta. È stato recuperato il percorso naturalistico descritto da Orazio e da Lord Byron 1800 anni dopo, che è uno dei punti di osservazione della vista ideale, e dove la famiglia ospita artisti di Land Art.

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