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Parco di Pinocchio
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Parco di Pinocchio

Collodi, Pistoia

Adatto a famiglie
Bookshop
Dog Friendly
Parzialmente accessibile ai disabili
Ristorazione
Giardino moderno
GalleryScopriVideo

Orari di apertura

*** Chiusura straordinaria fino al 3 dicembre ***

Stagione 2020
22 maggio - 31 dicembre
Tutti i giorni, dal lunedì alla domenica e nelle festività del: 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 8 dicembre, 25-26 dicembre

Orari
Fino al 24 ottobre dalle ore 10:00 alle ore 19.00
(ultimo ingresso alle ore 18.00)
Dal 25 ottobre al 1 novembre dalle ore 10:00 alle 18.00
(ultimo ingresso alle ore 17.00)
Dal 1 novembre al 31 dicembre
(orari in aggiornamento ma aperto tutti i giorni)

Ingresso

Biglietto unico Parco di Pinocchio e Storico Giardino Garzoni
Adulti: € 15
Ridotto (5 – 14 anni – over 65): € 12
Ridotto junior* (3 – 4 anni): € 10
Gruppi (min. 20 pax): € 12
Famiglie** (2 adulti +1 bambino): € 33
Bambini (0-3): gratuito

*Non comprende i Percorsi Avventura che sono riservati ai bambini di 1 metro fino a 1,5 metri maggiori di 5 anni
**In caso di altri bambini il prezzo è maggiorato di 9 € a bambino. La tariffa agevolata famiglia si applica anche in caso di 2 bambini e 1 adulto

Appunti di viaggio
Arrivare fin qui e non visitare Collodi Castello, la parte alta del borgo sarebbe come aver visto una sola faccia di un'unica medaglia. Edificato intorno al 1300, l'antico borgo, cui l'ideatore di Pinocchio era tanto affezionato da sceglierlo come nome d'arte, sorge alle spalle di Villa Garzoni. Giunto fino ad oggi nel suo originario aspetto medievale di paese fortificato, si può visitare solo a piedi. Per rendere più agevole la salita e per promuovere la conoscenza di questo gioiello toscano, i commercianti mettono a disposizione la domenica e nei giorni festivi una navetta che collega la parte bassa alla parte alta del paese.
Le navette partono ogni ora e accolgono circa 15/20 persone. Scegliete un posto vicino al finestrino per ammirare il paesaggio costellato di case in terratetto, le tipiche costruzioni toscane, che si poggiano direttamente sulle colline e si sviluppano in verticale su tre livelli.
Il Parco, invece, è un must per i bambini che regala emozioni anche agli adulti, giocato su un'ambientazione fiabesca dove tutto rimanda a Pinocchio e alle sue straordinarie avventure. Una rappresentazione visiva del celebre capolavoro letterario dello scrittore Carlo Lorenzini, in arte Carlo Collodi. Per questo vi consiglio vivamente, soprattutto se siete in compagnia dei vostri piccoli, di concedervi un pranzo nello storico ristorante del Parco: ospite d'onore è proprio Pinocchio!

Come arrivare
In auto
Autostrada A1 direzione Firenze uscita A15 verso La Spezia/Parma Ovest. Prosegui fino all'uscita per A12/E80 verso Livorno. Prendi l'uscita Viareggio-Camaiore per A11 verso Lucca/Firenze uscita Chiesina Uzzanese. Poi attraversare Pescia (5 Km) e proseguire fino a Collodi (4 Km)

Parcheggio
Esterno e a pagamento di circa 300 posti a 30mt dall'ingresso del parco.

In treno
Dalla Stazione di Firenze Santa Maria Novella, prendere regionale per Lucca. Scendere alla fermata Pescia e dirigersi alla stazione dei bus. Prendere la Linea U803 Pescia – Collodi.

Bus/Navetta
Si può raggiungere Collodi con una navetta, stagionale o su prenotazione per gruppi, che parte da Montecatini Terme e ha una fermata alla stazione Ferroviaria di Pescia.

Cenni storici
Collodi è famosa per aver dato lo pseudonimo a Carlo Lorenzini; è il
paese natale della madre e il luogo d'infanzia dell'autore de Le avventure
di Pinocchio, il libro non religioso più tradotto nel mondo.
Tre importanti elementi costituiscono Collodi: l'antico borgo, il giardino
Garzoni e il parco di Pinocchio. Hanno in comune l'armonia con
il paesaggio toscano e la capacità di portare la fantasia verso dimensioni
inusuali e fiabesche. L'idea di celebrare Pinocchio a Collodi fu nel 1951 dell'allora sindaco di Pescia Rolando Anzilotti, che costituì il Comitato per il Monumento a Pinocchio e invitò i maggiori artisti a concorso: vincitori ex aequo furono Emilio Greco con “Pinocchio e la Fata” e Venturino Venturi con la “Piazzetta dei Mosaici”.

Nel 1956 vennero inaugurati il celebre gruppo bronzeo, alto 5 metri, che
raffigura la metamorfosi di Pinocchio, e gli straordinari mosaici che
rievocano gli episodi delle Avventure, opere ambientate in uno spazio
progettato dagli architetti Renato Baldi e Lionello De Luigi.

Nel 1962 il Parco era divenuto una realtà culturale consolidata e fu
allora che dal Comitato nacque la Fondazione nazionale Carlo Collodi.
Nel 1963 fu inaugurata l'Osteria del Gambero Rosso di Giovanni
Michelucci, che ospita l'omonimo ristorante e uno spazio per convegni,
animazioni e laboratori. Nel 1972 sorse a continuazione del Parco il Paese dei Balocchi, percorso fantastico in un ettaro di macchia mediterranea, progettato da Pietro Porcinai e costellato da 21 sculture in bronzo di Pietro Consagra e da costruzioni dell'architetto Marco Zanuso. Nel museo-biblioteca “Laboratorio delle Parole e delle Figure”, ideato da Giovanni Michelucci e realizzato nel 1986 su progetto di Carlo Anzilotti, si tengono eventi dedicati al mondo dei bambini.

Porcinai Pietro

Architetto del paesaggio.

(1910 – 1986)
Paesaggista e architetto di giardini toscano, nato da una famiglia di vivaisti, si diplomò in agraria, ma presto lasciò la Toscana e viaggiò a lungo in Inghilterra, Germania e Belgio. In questi paesi egli studiò, ma soprattutto si aprì a nuove tematiche di natura botanica, come la fitosociologia e l'ecologia, che si rivelarono poi fondamentali per la sua formazione di architetto di giardini. Fu attivo negli anni Trenta in Toscana (Villa ‘I Collazzi' a Firenze, piscina) e in Liguria (Villaggio Operaio a Panzano Magra). Dopo la guerra collaborò per la ricostruzione di quartieri berlinesi e fu tra i fondatori, a Londra, della International Federation of Landscape Architects (1948). Fra gli anni Cinquanta e Ottanta fu autore di numerosi progetti di giardini privati e pubblici in tutta Italia, fra i quali vanno ricordati il recupero del Parco Sempione di Milano e la realizzazione del Parco di Pinocchio a Collodi, con P. Consagra e M. Zanuso.

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