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Giardini di Palazzo Farnese
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Giardini di Palazzo Farnese

Caprarola, Viterbo

Animali domestici vietati
Parzialmente accessibile ai disabili
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Aperture

Palazzo Farnese
Da martedì/domenica ore 8:30 – 19:30 (la biglietteria chiude alle ore 18.45)
Chiusura: lunedì, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre

Parco
Da martedì a sabato
Chiuso il lunedì e nei giorni festivi

Gennaio - Febbraio: 9:00 – 15:30
Marzo: 16:30
Aprile - Settembre: 9:00 – 17:30
Ottobre: 9:00 – 16:30
Novembre – Dicembre: 9:00 – 15:30

La biglietteria chiude un'ora prima
In caso di cattivo tempo il parco resterà chiuso

Costi

Intero: € 5,00
Ridotto: € 2,50
Gratuito per invalidi, scolaresche, compleanno del visitatore, guide turistiche, docenti e studenti universitari e categorie previste dalla legge

Come arrivare
In auto
Dall'Autostrada A1 prendere l'uscita Magliano Sabina in direzione Civita Castellana. Continuare su SS3 fino alla tua destinazione a Caprarola.
(Parcheggio esterno comunale)

In aereo
Distanza dall'Aeroporto Internazionale Leonardo Da Vinci: 86KM

In pullman
Linea Cotral da Roma o da Viterbo

Cenni storici
Il complesso fu ideato dall'architetto Jacopo Barozzi da Vignola su commissione del cardinale Alessandro Farnese. Esiste una stretta correlazione topografica e stilistica tra palazzo e giardini: i “Giardini bassi” e i “Giardini di sopra” risultano concepiti in modo unitario, anche se giunti a noi con successive stratificazioni. Con i giardini posti alle spalle del palazzo, il Vignola realizzò quella sintesi tra natura ed artificio architettonico caratteristica delle ville laziali tra Cinquecento e primo Seicento, sfruttando le sorgenti collinari per l'alimentazione delle fontane e giovandosi dell'esperienza in Francia per l'arredo dei giardini. Ricavò i “giardini bassi” o “segreti” dallo sbancamento della collina e li progettò secondo un modulo quadrato, riproposto come sottomodulo al loro interno a formare piccoli parterres a meandro. All'interno del complesso gli assi prospettici dei due giardini segreti partono a ventaglio dalle facciate nord-est e sud-ovest e, attraverso ponti levatoi, si concludono nelle fontane “dei Satiri” e “della Venere che sorge dal mare”. Il viale della collina retrostante il palazzo fu livellato e piantato perché il cardinale Farnese e i suoi ospiti potessero godere del bosco circostante, della varietà di fiori e piante e, in generale, della natura addomesticata, delle architetture e dei giochi d'acqua. L'ultimo intervento, attorno al 1584, è quello dei ''Giardini grandi di sopra'', che seguono il pendio della collina in un percorso segnato da fontane con la Casina del Piacere da sfondo. L'impianto del giardino è da riferire al Vignola, ma primo esecutore fu Giacomo Del Duca: a lui si devono la Palazzina del Piacere, il Giardino Grande, la cordonata, la catena d'acqua e il recinto con la Fontana del Bicchiere. Nel 1620 gli subentrò Girolamo Rainaldi, che impresse all'insieme una più marcata impronta plastica e scenografica, con la sistemazione del ripiano delle ''Cariatidi'', il raccordo con il Giardino superiore, l'inserimento dei due padiglioni all'inizio della cordonata e modifiche alla Fontana del Bicchiere.

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