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Grandi Giardini Italiani
Villa Marigola
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Villa Marigola

Lerici, La Spezia

Giardino storico
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Orari di apertura

Su prenotazione per gruppi di min. 10 persone

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Su richiesta

Come arrivare
Il parco è accessibile dalla strada litoranea Lerici-S.Terenzo (Via Biaggini) attraverso il cancello con apertura automatica e dotato di controllo audiovisivo dalla segreteria. Il viale alberato di accesso (400 mt) conduce ad un piazzale antistante la Villa, con ampio belvedere sul Golfo, della superficie di circa mq 500 e dotato di due ampi parcheggi per una capacità di 50 posti auto circa. Dal piazzale possono essere raggiunti i Giardini all'Italiana caratterizzati da percorsi inghiaiati, aiuole fiorite ed essenze pregiate per una superficie di circa mq 7.000 nonché una zona boschiva con percorsi interni attrezzati della superficie complessiva di mq 18.000 circa


In macchina
Autostrada:
A12 Genova - Livorno - uscita S. Stefano Magra direzione Lerici
A15 Parma - La Spezia - uscita S. Stefano Magra direzione Lerici

In areo
Distanza dai principali aeroporti:
C.Colombo di Genova - 1 ora
Milano Linate - 2 ore
Malpensa 2000 – 2 ore
Pisa Galileo Galilei - 40 minuti

Cenni storici
Villa Marigola si erge sulla sommità di un promontorio antistante il monte Canarbino, tra le insenature di Lerici e di San Terenzo, con uno dei più bei panorami sul Golfo dei Poeti.
Il primo edificio fu costruito alla fine del XVIII secolo dai marchesi Ollandini come presidio della tenuta agricola e insieme casa di villeggiatura, dotata di un pianoro artificiale affacciato su Lerici con un giardino di agrumi come d'uso in Liguria: cedri, aranci, chinotti, limoni, che tanto affascinavano i viaggiatori del “ Grand Tour” lungo la Riviera, erano coltivati in vasi o in spalliera.
Dalla cima del colle terrazze coltivate a viti e olivi scendevano sino alla spiaggia e alla scogliera, nei pressi della quale si ergeva Villa Magni, che accolse nel 1820 i poeti Shelley e Byron.
Nell'Ottocento Villa Marigola registrò diversi proprietari, tra cui i banchieri inglesi Pearse che allestirono parte dei terreni a parco romantico di pini e lecci, che tanto affascinò lo scrittore Paolo Mantegazza, e con sentieri e belvedere naturali verso il paesaggio costiero. La villa acquisì in quei tempi una rinomanza internazionale: ospiti illustri furono l'imperatrice di Germania, figlia primogenita della regina Vittoria, l'artista svizzero Arnold Böcklin, massimo esponente del Simbolismo europeo, a cui fu dedicata un'area del parco sul tema del bosco sacro e del mito di Pan, e il drammaturgo fiorentino Sem Benelli, che qui scrisse “La cena delle beffe”.
La sistemazione definitiva di Villa e parco risale al 1926, quando il complesso fu rilevato dall'armatore ligure e senatore del Regno Gio Batta Bibolini, che incaricò l'architetto Franco Oliva, autore del Teatro Civico di La Spezia, di ampliare l'edificio e decorarlo in stile neogotico, e creare sulla terrazza uno scenografico giardino.
Dal 1979 Villa Marigola è di proprietà della Cassa di Risparmio della Spezia ed è sede di un centro studi, che ospita seminari e convegni.
L'ingresso attuale con piccola portineria si trova sulla strada ottocentesca che collega Lerici con San Terenzo: dal livello costiero un lungo viale sale con ampi tornanti lungo il pendio coltivato ad ulivi ma vicino all'entrata una statua di “Flora” degli anni Trenta suggerisce una suggestiva e ripida scorciatoia, fiancheggiata da pittosfori e lecci.
Seguendo il viale principale presso l'ultima curva una biforcazione conduce da un lato verso la Torretta merlata sulla cima del promontorio e presso l'ingresso originario della tenuta, tra palme, lecci, pini e pittosfori; dall'altro introduce al cosiddetto “Giardino di Böcklin”, una piccola area pianeggiante chiusa da un fondale roccioso e con aiuole all'ombra di grandi alberi, creata nella seconda metà dell'Ottocento come anticamera verde alla Villa.
La nobile dimora, che mescola stile gotico e rinascimentale, è anticipata sul retro da una spianata da cui si dipartono i sentieri del parco novecentesco, prevalentemente a lecci e introdotto da un'aiuola stellata con una copia della “Venere Italica” del Canova.
Dal bosco si diparte un sentiero scavato nel ciglio del promontorio sul versante di ponente, che conduce ad un belvedere sul Golfo dei Poeti, sulla bastia di San Terenzo, su Portovenere e le isole.
Sul pianoro antistante Villa Marigola e affacciato verso la baia di Lerici si ammira l'elegante giardino formale. Qui si distingue una parte ottocentesca costituita da due parterre, uno di fronte al porticato della dimora, un altro più ampio sul lato ovest, centrato da un'elaborata fontana in marmo di Carrara di metà Ottocento, raffigurante tre fanciulle che danzano e due sirene zampillanti. Tutto intorno svettano palme, come Phoenix canariensis, P. dactylifera o Butia capitata, diverse cycas, pini, cipressi e alcune Magnolia grandiflora.
Il giardino all'Italiana novecentesco, separato dal precedente da un filare di agrumi, occupa la parte più vasta e suggestiva del pianoro anticamente destinato ad agrumeto ornamentale, e presenta un elaborato disegno di aiuole in bosso e tappeto erboso.
Al centro si situa una sezione circolare con un vaso classico in marmo su un alto plinto, circondato da festoni fioriti, cuscini rossi di Salvia splendens, e quattro tassi potati a cono.
Una doppia bordura di bosso per accogliere fioriture stagionali circonda le quattro aiuole laterali, ognuna racchiudente una statua mitologica.
Lungo i lati della solare terrazza corre una parete in alloro che sostituisce l'antica balaustra decorata con vasi in cotto mentre sul fondo dell'asse maggiore del parterre due alti cipressi incorniciano un'incantevole veduta di Lerici.

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